Ricevo queste email in quanto in contatto con la Campagna Nazionale"
GIU' LE MANI DAI BAMBINI"
ritengo opportuno come richiesto da loro di divulgare i comunicati perchè è davvero importante
riuscire a frenare questo avvelenamento sui bambini.
Grazie se volete dare divulgazione anche voi.
Teneresse
28/09/09
AGENZIA DEL FARMACO: IL RITALIN PUO’ FAR MALE, MA DEVE RESTARE IN COMMERCIO
COMUNICATO STAMPA DEL 28/09/09
AGENZIA DEL FARMACO: IL RITALIN PUO’ FAR MALE, MA DEVE RESTARE IN COMMERCIO
L’Agenzia Europea del Farmaco (EMEA) termina la revisione sul Ritalin®: “aritmie, possibili arresti cardiaci,
ischemie cerebrali, psicosi e forme maniacali, alterazioni del pensiero e paranoie, tossicità per la crescita”.
(Poma, Giù le Mani dai Bambini®): “Dopo aver trovato conferma a tutti i rischi potenziali di questo psicofarmaco
sui bimbi, l’EMEA conclude che comunque va mantenuto in commercio. L’Agenzia del Farmaco non dipende
dalla Direzione Sanità dell’U.E., ma dalla Direzione Industria: questa report ne è una prova lampante,
invece di difendere gli interessi dei bimbi difendono gli interessi dei produttori”
Il 22 giugno 2007 la Commissione Europea aveva chi esto l’avvio di una procedura di deferimento al CHMP
(Comitato per i Medicinali ad uso Umano dell’EMEA) per tutti i medicinali contenenti metilfenidato, il principio
attivo del Ritalin®, il contestato psicofarmaco a base di metanfetamina che anche in Italia viene somministrato a
bimbi troppo agitati e distratti. La Commissione aveva ritenuto infatti che andassero valutati al cuni dubbi sulla
sicurezza, comprendenti disordini cardiovascolari e cerebrovascolari, potenzialmente associati al trattamento con questi
psicofarmaci. Nel suo report finale, l’EMEA ha presentato le sue conclusioni. In sintesi: “L’analisi dei dati (…) mostra
effetti del metilfenidato (…) costituiti perlopiù da aritmie cardiache (compresa tachicardia), ipertensione, arresto
cardiaco, ischemia, con qualche segnalazione di morte improvvisa (…) E’ parere del CHMP/EMEA che, dal riesame
dei dati emergano prove sufficienti per sospettare l’esistenza di una relazione di causa-effetto tra uso di metilfenidato e
tali reazioni, e sono emerse prove precliniche di un effetto diretto del metilfenidato sulla struttura dei tessuti cardiaci.
Le revisioni condotte sulla letteratura scientifica pubblicata e sui dati epidemiologici sono pervenute alla stessa
conclusione (…) ed è stato riconosciuto che esiste un rischio potenziale (…). E’ emerso che le segnalazioni di eventi
cerebrovascolari riguardavano principalmente: accidente cerebrovascolare, ictus, infarto cerebrale e ischemia
cerebrale (…), occlusione arteriosa cerebral e ed occlusione dell’emisfero cerebrale destro. I dati presentati
suggerivano che gli eventi si fossero verificati entro le dosi raccomandate (normale dosaggio terapeutico, ndr). Gli
eventi avversi a livello psichiatrico correlati al metilfenidato e segnalati negli studi clinici comprendevano aggressività,
comportamento violento, psicosi, forme maniacali, irritabilità e suicidarietà, quelli emersi più frequentemente nelle
segnalazioni spontanee erano comportamento anormale, alterazione del pensiero, rabbia, ostilità, aggressività,
agitazione, tic, irritabilità, ansia, pianto, depressione, sonnolenza, ADHD aggravata, iperattività psicomotoria,
disordine emotivo, nervosismo, disordine psicotico, variazioni dell’umore, pensieri morbosi, disturbo ossessivocompulsivo,
cambiamento/disturbo della personalità, irrequietezza, stato confusionale, allucinazioni, letargia,
paranoia e suicidarietà. Il riesame dei dati pre-clinici indica che il metilfenidato causa mutazioni comportamentali (…)
consistenti principalmente in iperattività e comportamento stereotipato. Negli studi pre-clinici sono emerse alcune
prove di un effetto del metilfenidato su alcuni parametri della crescita, sulla maturazione sessuale e sugli ormoni
collegati (…) nonché potenziale tossicità per lo sviluppo (…)”. Infine, conclude l’EMEA, in base ai dati presentati
“sono stati individuati i rischi significativi derivanti da un uso off-label, da un uso improprio o dalla diversione del
medicinale”. Pur considerando assieme tutti questi elementi, il CHMP/EMEA ha comunque concluso che “il rapporto
rischi/benefici dei prodotti contenenti metilfenidato per il trattamento dei bambini dai 6 anni di età in su è
favorevole”, ed ha raccomandato “il mantenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio, modificando
però il riassunto delle caratteristiche del prodotto e del foglio illustrativo conformemente a quanto emerso dalla
rivalutazione”. Commenta la notizia Luca Poma, giornalista e portavoce di “Giù le Mani dai Bambini®”, il più
rappresentativo Comitato per la farmacovigilanza pediatri ca nel nostro paese (www.giulemanidaibambini.org), che
riunisce Università, ASL, Ordini dei medici ed associ azioni di promozione sociale: “Delle due l’una: o l’EMEA non
riconosceva i rischi del metilfenidato, o se li riconosceva – e li ha riconosciuti chiaramente – avrebbe dovuto bloccarne
la commer cializzazione o comunque assumere determinazioni ben più drastiche che non delle semplici modifiche al
foglio illustrativo. Questa vicenda ci chiarisce una volta di più, se mai fosse necessario, chi mira a tutelare l’Agenzia
Europea del Farmaco, che dipende stranamente dalla Direzione Industria e non dalla Direzione Sanità e che è
continuamente bersaglio delle potenti lobby farmaceutiche: in questo caso tutela le aziende ed i loro interessi
finanziari, non certamente i piccoli pazienti”. Il Ritalin®, prodotto dalla multinazionale Novartis® in questi anni è
stato un vero e proprio “blockbuster”: un basso costo per confezione ha permesso la Sua diffusione massiccia nel
mondo, con oltre 20 milioni di prescri zioni all’anno per sedare comportamenti “difficili” di bambini ed
adolescenti e per migliorarne le performance scolastiche.
Per media relations: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org
Il Coordinatore operativo - Luca Yuri Toselli
Campagna Nazionale "GIU' LE MANI DAI BAMBINI"
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18/06/09
NEWS DAGLI USA: MORTE IMPROVVISA DI BAMBINI, C’E’ CORRELAZIONE CON IL RITALIN®…?
Cari amici e sostenitori,
in virtù dell'alto interesse di questa notizia per la salute pubblica anche in Italia, vi preghiamo di darle la massima visibilità possibile.
COMUNICATO STAMPA DEL 18/06/09
MORTI IMPROVVISE DI BAMBINI IN USA PER PSICOFARMACI: C'E' CORRELAZIONE
Pubblicati i risultati di un nuovo studio in USA finanziato dalla FDA: c’è correlazione tra l’uso di psicofarmaci per i bambini iperattivi
(usati anche in Italia) e morti “improvvise ed inspiegabili”.
Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Nulla di inspiegabile, questi psicofarmaci sono metanfetamine, ovvero droghe: quindi in caso di assunzione prolungata
uccidono”.
Bianchi di Castelbianco (psicoterapeuta dell’età evolutiva): “Questi bambini sono esposti a rischi di morte per curare una sindrome fantasma che
probabilmente neppure esiste. Effetti avversi rari, solo 1 bimbo su 10.000? Non sono loro figli, perché allora ragionerebbero diversamente”
TORINO - La Food and Drug Administration (FDA) ed il National Institute of Mental Health hanno finanziato un nuovo studio sugli effetti avversi derivanti dalla
somministrazione ai bambini degli psicofarmaci utilizzati per sedare l'iperattività. I risultati sono stati resi noti in questi giorni in America: la ricerca,
coordinata da Madelyn Gould, Professore di epidemiologia e Psichiatria pediatrica alla Columbia University, ha analizzato 564 casi di decessi di minori trattati
per l'ADHD nel decennio tra il 1985 e il 1996, e l'esito è quello di un possibile legame esistente tra l'assunzione di medicinali contro la Sindrome da Deficit
dell'Attenzione e Iperattività (ADHD, ovvero bambini troppo agitati e distratti) ed il rischio di "morte improvvisa". “Gli eventi rilevati sono ancora da
approfondire e comunque rari”, ha dichiarato il coordinatore della ricerca, “meno di un bambino ogni 10.000”, e peraltro attualmente la Food
and Drug Administration (l’FDA, il massimo organismo di controllo sanitario in USA) non prevede di modificare le linee guida sull'impiego di questi prodotti,
autorizzati all’uso anche in Italia. “Questo studio rileva una significativa associazione, o un segnale di correlazione, tra decessi improvvisi ed
inspiegabili e l’assunzione di farmaci per l’ADHD - sottolineano gli autori della ricerca - in particolare per quanto riguarda la terapia a base di
metilfenidato” (Ritalin® e prodotti simili). Ed aggiungono: “I risultati di questa ricerca invitano a puntare l'attenzione sui possibili rischi per
bambini e adolescenti derivanti dall’assunzione di medicinali stimolanti”. L'invito degli specialisti ai genitori preoccupati è di discutere delle
eventuali perplessità con il medico, evitando di sospendere di propria iniziativa la terapia ai loro figli, anche per evitare gli effetti avversi tipici della
repentina interruzione dell'assunzione di queste droghe. Luca Poma - giornalista e portavoce di Giù le Mani dai Bambini®, il più rappresentativo comitato italiano
per la farmacovigilanza pediatrica - ha dichiarato: “è l'ennesimo campanello d'allarme sui pericoli derivanti dall'assunzione di questi psicofarmaci in tenera
età. È sconcertante poi l'ipocrisia: qui di ‘inspiegabile’ non c'è proprio nulla, questi bambini muoiono in diretta relazione con l'assunzione di queste
metanfetamine, ma i poteri forti influenzano l'FDA in USA, che trae sostentamento finanziario dalle multinazionali farmaceutiche che dovrebbe controllare, ed anche
l'Agenzia del Farmaco e l'Istituto Superiore di Sanità, che seguono le ‘mode’ prescrittive americane: questi enti che dovrebbero vegliare sulla sicurezza
dei nostri figli fanno come gli struzzi e nascondono la testa sotto la sabbia. D'altra parte, se ci sono gravi complicazioni solo per 1 bambino ogni 10.000 non c'è
mica da preoccuparsi, dicono loro, perchè mai applicare restrizioni più prudenti?" Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ha
dichiarato al riguardo: “Il problema è che gli psicofarmaci hanno pregi e difetti, ma perché esporre a pericolo di morte dei bambini che non avrebbero alcun
bisogno di esporsi a questo rischio? Questi farmaci sono proprio necessari, dato che molti mettono addirittura in dubbio l’esistenza stessa della
sindrome ‘ADHD’, che è considerata sempre più una ‘sindrome fantasma’, una moda prescrittiva del XX° secolo com’era all’epoca
l’isteria femminile?”
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16/04/09
DAGLI USA, CROLLA IL MITO DEGLI PSICOFARMACI PER BAMBINI
Cari amici e sostenitori,
in allegato un comunicato importante riguardo il nuovo studio federale in USA anticipato dal Washington Post, che capovolge quanto
sostenuto fino ad oggi: gli psicofarmaci ai bambini (somministrati anche in Italia) sono inutili sul medio-lungo periodo.
Nel comunicato, numeri e dichiarazioni degli esperti con i primi commenti a caldo da oltreoceano.
Grazie per la Vostra sensibilità nella divulgazione del messaggio alla cittadinanza.
COMUNICATO STAMPA DEL 16/04/2009
novità DAGLI USA, CROLLA IL MITO DEGLI PSICOFARMACI PER BAMBINI:
INUTILI COME TERAPIA, UNICA “GARANZIA” SONO GLI EFFETTI COLLATERALI.
39,5 MILIONI DI PRESCRIZIONI SOLO NEL 2008, SI USANO ANCHE SUI BIMBI ITALIANI
Il Washington Post anticipa i risultati di un nuovo studio federale USA: gli psicofarmaci somministrati ai bambini iperattivi sono inutili nel medio termine,
l’unica cosa che “garantiscono” sul lungo periodo sono gli effetti collaterali. Polemica tra accademici, William Pelham (Capo dello staff di ricercatori,
della State University) accusa: “Precedenti ricercatori hanno sfruttato il loro prestigio accademico per mettere in imbarazzo tutti i colleghi che avevano dubbi sulle
vecchie ricerche favorevoli agli psicofarmaci, e questo ha portato tutti gli addetti del settore ad operare per anni sulla base di convinzioni errate, facendo impennare
le prescrizioni. Queste molecole sul medio-lungo periodo non valgono più di qualunque terapia non farmacologica”. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Ci sono
i rischi, non ci sono i risultati: che gli specialisti smettano di fare – consapevolmente o meno - gli interessi delle multinazionali, ed inizino a fare gli
interessi dei bambini”
Nuovi studi federali USA – anticipati in questi giorni su un articolo del Washington Post - infiammano il dibattito sull’efficacia a lungo termine degli
psicofarmaci somministrati – anche in Italia - ai bambini agitati e distratti (cosiddetta “Sindrome Adhd”). L’accusa mossa ad alcuni team di
ricercatori è di aver volutamente sminuito le prove della scarsa efficacia di tali farmaci oltre i 24 mesi di trattamento. Il nuovo studio ha inoltre indicato che un
impiego a lungo termine di psicofarmaci può arrestare la crescita dei bambini: i dati più recenti a disposizione dipingono quindi un quadro ben più negativo da quello
che si evinceva dai risultati di analoghi studi pubblicati nel 1999 e largamente pubblicizzati delle multinazionali del farmaco produttrici di questi contestati farmaci
psicoattivi. Il coordinatore del gruppo di ricercatori, lo psicologo William Pelham della State University di New York, ha affermato che la più ovvia interpretazione
dei nuovi dati è che i farmaci possono essere utili nel breve termine ma inefficaci nel lungo periodo, ed ha anche aggiunto che i suoi colleghi avevano ripetutamente
cercato di distogliere l’attenzione dalle evidenze di queste risultanze: “La forza ed il prestigio accademico dei membri del primo gruppo di ricercatori
– ha dichiarato Pelham al Washington Post - fu tale che chi intuiva dei dubbi sull’attendibilità dei risultati a disposizione veniva messo in così forte
imbarazzo da non ritenere opportuno svelare al pubblico i propri dubbi e confutare i risultati del documento del 1999, e questo ha portato tutti gli addetti del settore
ad operare per anni sulla base di convinzioni errate”. La prima analisi di questo genere, della durata di 14 mesi e pubblicata nel 1999, dimostrava infatti che i
bimbi trattati con psicofarmaci reagivano meglio di quelli che avevano ricevuto solo terapie della parola o cure mediche di routine. Le case farmaceutiche distribuirono
migliaia di copie di quell’articolo ad altrettanti medici, ed il numero di diagnosi di Adhd e le prescrizioni di psicofarmaci aumentarono vorticosamente.
Ma nel mese di agosto 2007 i ricercatori presentarono i primi dati di follow-up (verifica a distanza di tempo, ndr) i quali non hanno mostrato differenze di comportamento
fra bambini medicalizzati e non medicalizzati. Inoltre i bambini che hanno assunto psicofarmaci per 36 mesi presentano una statura di 2,5 cm e un peso di circa 2,7 kg
inferiore alla media dei bambini che non hanno ricevuto cure farmacologiche. Pelham ha dichiarato al quotidiano USA che “la maggior parte dei genitori e medici
ha recepito il messaggio che le ricerche indicassero la terapia farmacologica come efficace anche nel lungo periodo, e ciò ha generato ogni anno milioni di prescrizioni
di psicofarmaci ai bambini, fino ai 39,5 milioni nel 2008 (fonte: IMS Health, ndr). I dati recenti hanno invece confermato che non ci sono - a lungo termine - differenze
nel comportamento di bambini che hanno utilizzato farmaci rispetto a coloro che non li hanno mai assunti” (fonte: Journal of American Academy of Child and
Adolescent Psychiatry, ndr). Un collega del Prof. Pelham, James Swanson - Psicologo presso l'Università di California a Irvine ed anch’egli co-autore dello studio,
ha citato una serie di pubblicazioni scientifiche che dimostrano che i farmaci perdono efficacia nel tempo e rallentano la crescita corporea. “Se vuoi un risultato
domani, prescrivi uno psicofarmaco e lo otterrai, ma se vuoi intraprendere un percorso su tre anni, questi benefici immediati perdono d’importanza: se si prendono
psicofarmaci per un periodo di almeno tre anni, non credo vi sia alcuna prova che il farmaco dia risultati migliori di terapie che non lo prevedono”. Luca Poma,
giornalista e portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo comitato per la farmacovigilanza pediatrica in Italia, ha
commentato: “Nell’intervista al noto quotidiano americano, il prof. Pelham ha giustamente osservato che milioni di famiglie nel mondo somministrano
ogni giorno uno psicofarmaco al proprio figlio, ed hanno tutti i diritti di conoscerne i rischi e soprattutto hanno diritto di sapere che questi prodotti non
garantiscono alcun tipo di risultato sul medio-lungo periodo, esponendo per contro al rischio di effetti collaterali che possono andare dalla riduzione della
crescita all’infarto al miocardio, dall’induzione al suicidio al coma epatico. È ora che invece di inseguire le mode d’oltreoceano anche i nostri
specialisti, in Italia, traggano le loro conclusioni: dobbiamo fare l’interesse dei bambini, non quello delle multinazionali”.
Per media relations: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org
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26/03/09
RICERCA ESPAD/CNR: UN MINORENNE ITALIANO SU 10 USA PSICOFARMACI
Cari amici e sostenitori,a seguire e in allegato il comunicato stampa in cui si da notizia del preoccupante risultato di una ricerca del CNR
sull'abuso di psicofarmaci fra i minori.
Con preghiera di diffusione.
COMUNICATO STAMPA DEL 26/03/09
RICERCA ESPAD/CNR: UN MINORENNE ITALIANO SU 10 USA PSICOFARMACI
Gli adolescenti italiani a rischio abuso: psicofarmaci per “sballare” o per migliorare le performance scolastiche. Enrico Malizia (Professore di Farmacologia
“La Sapienza”): “situazione grave, il loro cervello non è ancora formato, il danno tossicologico al sistema nervoso centrale è certo, inoltre danno
dipendenza”.
Emilia Costa (Professore emerito di Psichiatria “La Sapienza”): “Questi giovani si sentono già anziani”. Luca Poma (Giù le Mani dai Bambini):
“Da
tempo monitoriamo
la situazione in Italia, ma per l’Istituto Superiore di Sanità e per l’AIFA la situazione era sotto controllo: sbagliavano”
ROMA – Presentato il rapporto annuale Espad (European School Project on Alcool and Other Drugs), progetto europeo di indagini sull'uso di alcol, droga e sostanze
psicoattive nelle scuole, curato per la parte italiana dall'Istituto di fisiologia clinica del CNR di Pisa, che lancia l’allarme: 1 minorenne italiano su 10 utilizza
impropriamente psicofarmaci senza alcuna prescrizione medica. La ricerca ha indagato nel dettaglio le abitudini dei minori tra i 15 e 16 anni in 35 paesi Europei.
"I dati italiani di consumo di molecole psicoattive non sono allineati alla media europea, ma sono significativamente più alti”, ha spiegato all’agenzia stampa
Apcom
la ricercatrice del CNR Sabrina Molinaro, che da anni si occupa di queste tematiche. In questo ambito infatti la media europea è del 6%, di quattro punti percentuali
più bassa rispetto a quella italiana che è del 10%. La tendenza generale mostra un ritorno verso i livelli massimi registrati a metà anni novanta: in particolare emerge
che a fare uso degli psicofarmaci sono più le ragazze (13%) rispetto ai ragazzi (7%). La Molinaro spiega che le tipologie di farmaco che i ragazzi dichiarano di assumere
sono soprattutto quelli per l’insonnia, quelli per regolare l'umore (antidepressivi) e quelli per l'iperattività (inclusi vari anfetaminici). L'8% degli studenti dice
di
averne fatto uso una volta negli ultimi dodici mesi, il 4% almeno una volta negli ultimi 30 giorni e ben l’1% dice di averne fatto uso almeno 20 volte nell'ultimo
mese.
I dati del rapporto del CNR confermano che l'uso di psicofarmaci tra i ragazzi è più frequente quando si è in presenza di un cattivo rapporto con genitori e insegnanti,
oppure quando gli studenti hanno un rendimento scolastico insufficiente.
Ma i ragazzi come si procurano le dosi di psicofarmaci? Probabilmente li trovano in casa, nell'armadietto dei medicinali di famiglia. Enrico Malizia, Professore di
Farmacologia all’Università “La Sapienza” di Roma, ha confermato oggi pomeriggio in una trasmissione a Radio 1 RAI la potenziale gravità della situazione:
“Il
cervello
di organismi in via di sviluppo, come può essere un 15enne, non è ancora formato: il danno tossicologico acuto sul sistema nervoso centrale è certo, inoltre questo tipo
di molecole rischiano di dare dipendenza”. Emilia Costa, Professore Emerito di Psichiatria dell’Università “La Sapienza” di Roma e Primario di
Psicofarmacologia,
aggiunge:
“Un dato sconvolgente, significa che il 10% dei nostri giovani ha problemi irrisolti e prova un senso di inadeguatezza nei confronti delle difficoltà della vita.
Dobbiamo indagare nel profondo: questi giovani si sentono già anziani, ed hanno bisogno di supporti artificiali dall’esterno che li sorreggano”. Conclude Luca
Poma,
giornalista e portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica, che punta il dito contro le
istituzioni
di controllo sanitario: “Da tempo monitoriamo con crescente preoccupazione la situazione dell’uso ed abuso di psicofarmaci in Italia, ma per Istituto Superiore di
Sanità
ed Agenzia Italiana del Farmaco era tutto sotto controllo, l’utilizzo di questi prodotti era nella norma, le nostre erano preoccupazioni infondate. Sbagliavano, ben
sapendo di ridimensionare un fenomeno che invece era in espansione”.
Per media relations: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org
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25/03/09
la Tua voce si è fatta sentire! Successo della petizione in Parlamento
Cari amici,
ad oggi, oltre 11700 cittadini hanno deciso di sottoscrivere la petizione lanciata un mese fa da 'Giù le Mani dai Bambini', per sostenere l'approvazione dei progetti
di legge in discussione in Parlamento, finalizzati a regolamentare in modo più prudente la somministrazione di psicofarmaci ai bambini.
A seguito di quest'eccezionale mobilitazione popolare, la petizione è stata annunciata in Parlamento in seduta plenaria, ed assegnata in esame alla Commissione Affari
Sociali: cliccando su http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera115.pdf
potrete leggere la lettera dell'Ufficio
Legislativo della Camera dei Deputati,
che conferma il grande successo di quest'importante operazione di "cittadinanza attiva"!
Se per caso ancora non avete provveduto alla sottoscrizione, rincarate la dose inviando adesso la vostra petizione in Parlamento,
dal link http://www.giulemanidaibambini.org/petizione.html, e non dimenticate di
diffondere questo annuncio alla Vostra rubrica di contatti!
Grazie - come sempre - per il vostro sostegno!
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13/03/09
Antidepressivi a bambini di UN ANNO, la denuncia
Cari amici e sostenitori,
purtroppo vi devo comunicare una brutta notizia: anche in Italia, si iniziano a registrare casi di tentatvi di suicidio in bambini in "cura" per l'ADHD.
E' estremamente importante che diate massima diffusione di questo importante comunicato stampa, al fine di informare quante più famiglie possibile,
sui rischi di questi farmaci!
Contiamo sul vosto sostegno
COMUNICATO STAMPA DEL 13/03/09
DUE BIMBI ITALIANI SU ATOMOXETINA PROGETTANO IL SUICIDIO: L’AIFA TACE
In Italia, due bimbi in terapia per ADHD cui veniva somministrata atomoxetina (Strattera ®) hanno manifestato idee suicidarie. Nonostante l’attenzione
dell’opinione pubblica sul tema psicofarmaci e bambini, l’Agenzia Italiana del Farmaco non ha ritenuto di informare tempestivamente la cittadinanza.
Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Incomprensibile silenzio, l’agenzia avrebbe dovuto emettere sollecitamente un comunicato, ma nessuno è stato informato
di questi gravi fatti, d’interesse soprattutto per le famiglie con figli in cura con queste molecole”. Lo Strattera® nuovamente sul banco degli imputati:
in Inghilterra nel periodo di monitoraggio 130 tentativi di suicidio.
ROMA – A pagina sette dell’ultimo numero del “Bollettino di farmacovigilanza AIFA” l’Agenzia Italiana del Farmaco informa circa le idee
suicidarie di due bambini, una bimba piemontese di 9 anni, ed un bimbo sardo di 10 anni. Entrambi i minori erano in trattamento nel 2008 con atomoxetina
(nome commerciale “Strattera”®, psicofarmaco prodotto dalla multinazionale farmaceutica Eli Lilly), la bimba da sette mesi ed il bimbo da dieci mesi.
Il bambino è stato ricoverato in ospedale con diagnosi di “agitazione psicomotoria ed ideazione suicidaria”, e successivamente dimesso dopo una terapia
specifica, mentre per quanto riguarda la bambina non vi sono attualmente notizie circa l’esito finale della vicenda. “E’ sconcertante – ha
commentato Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di ‘Giù le Mani dai Bambini’, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza
pediatrica – che l’agenzia del farmaco non abbia emesso un comunicato nell’immediatezza del fatto, al fine di informare la cittadinanza, ma renda
noto ciò che accaduto solo mesi e mesi dopo: lo Strattera è – purtroppo – lo psicofarmaco più utilizzato in Italia per sedare i bambini troppo agitati e
distratti, nonostante siano noti i gravi profili di rischio di questa molecola. Ritengo che l’AIFA avrebbe dovuto, nel rispetto della privacy delle due famiglie
coinvolte, permettere agli altri genitori di maturare scelte equilibrate al riguardo, conoscendo pro e contro di questi trattamenti”. In un documento
dell’agenzia di controllo sanitario inglese (British Medicines and Healthcare Regulatory Agency) reso noto su richiesta del giornalista investigativo
svedese Janne Larsson, si riportavano già a fine 2005 ben 130 rapporti su tentativi di suicidio da parte di pazienti trattati con Strattera®, oltre a 760 rapporti per
problemi cardiaci, 172 rapporti per danni al sistema epatico e circa 20 rapporti per suicidi effettivi. Il colosso farmaceutico Eli Lilly in origine cercò senza successo
di far approvare Strattera® dalla Food & Drug Administration USA come antidepressivo, per poi riciclarlo come trattamento per l’Adhd, la Sindrome di Iperattività
e Deficit di Attenzione, con significativi profitti finanziari (circa 665 milioni di dollari di giro d'affari annuo). Da allora, si sono succeduti diversi avvisi urgenti
della FDA relativi alla potenziale induzione al suicidio dell’atomoxetina, qualora somministrata ad organismi in via di sviluppo, ma la molecola non è mai stata
rimossa dal mercato. L’AIFA, nel rapporto sui due bambini italiani che hanno maturato progetti suicidari, dichiara anche che “l’insorgenza di ideazione
suicidaria sembra essere significativamente più frequente nei bambini in terapia con atomoxetina”. “E’ incomprensibile il motivo per cui – ha
concluso Poma – nonostante le ormai conclamate evidenze di pericolosità di questo psicofarmaco, riconosciute anche dall’AIFA, l’organismo di controllo
non intervenga chiedendo all’Agenzia Europea del Farmaco un’immediata revisione dell’autorizzazione al commercio di questa molecola, come già
sollecitato anche in più occasioni da esponenti del nostro Parlamento”.
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26/02/09 COMUNICATO STAMPA
PSICHIATRA CONDANNATA IN CASSAZIONE PER LESIONI COLPOSE AD UNA BAMBINA:
L’ORDINE DEI MEDICI INVECE LA ASSOLVE ALL’UNANIMITA’
La psichiatra Donatella Marazziti era stata condannata per lesioni colpose per aver somministrato - senza la firma del consenso informato da parte dei genitori –
uno psicofarmaco antiepilettico per curare l’obesità di una bambina, sfruttando un effetto collaterale della molecola (la riduzione di peso) senza prestare attenzione
all’insorgenza di altri effetti avversi del farmaco. L’ordine dei Medici di Pistoia – nonostante la condanna della Cassazione - l’assolve
all’unanimità. (Dott. Bagnoni): “L’abbiamo assolta a titolo di provocazione: per noi non ha commesso nulla di eticamente censurabile,
questo caso è tutta una montatura”
PISTOIA – “Madre coraggio” - come il settimanale “Gente” aveva ribattezzato Antonella Triolo, la mamma che aveva denunciato la psichiatra
Donatella
Marazziti per
aver leso gravemente la salute della sua bambina la cui obesità era stata trattata con psicofarmaci somministrati fino a 10 volte più della dose massima consentita,
senza che la famiglia conoscesse i potenziali effetti collaterali della terapia – considerava chiusa la lunga vicenda giudiziaria, con la condanna del medico in
Cassazione.
Ma una doccia fredda è arrivata ieri via posta dall’Ordine dei Medici di Pistoia, che – nonostante le condanne in tutti e tre i gradi di giudizio – ha
ritenuto
“di assolvere all’unanimità la Dottoressa Marazziti Donatella da ogni procedimento disciplinare”, come recita la lettera dell’Ordine a firma del
Presidente dott. Egidio Battistoni datata 14/02/09. “è assurdo ed inaccettabile – ha commentato Antonella Triolo - che i Giudici condannino un medico che al
di la di ogni ragionevole dubbio ha sbagliato, e l’Ordine dei Medici, in disprezzo della magistratura, la assolva all’unanimità. Questa è la classica
arrogante
‘baronia’ italiana, sono sdegnata: si coprono tra di loro garantendosi impunità, proprio l’Ordine che dovrebbe invece vigilare. Quando è diventata
pubblica
la condanna alla Marazziti, l’Ordine non ha inviato nemmeno una lettera di richiamo a questa dottoressa: allora a che cosa servono? è un oltraggio a mia figlia,
alla verità dei fatti ed alle stesse sentenze dei Giudici. Ma non finisce qui”. La sentenza di Cassazione – confermando sul punto i precedenti gradi di
giudizio
- aveva stabilito la sussistenza delle lesioni colpose, definendo il caso Marazziti “quasi di scuola in termini di negligenza professionale, laddove il medico,
pur avvertito degli effetti indesiderati del farmaco somministrato, invece di sottoporre ad attenta verifica la prescrizione provveda con superficialità e
disattenzione ad aumentarla ed addirittura a raddoppiarla senza sottoporre a nuova visita la paziente”. La Suprema Corte aveva poi confermato la condanna al
risarcimento dei danni, archiviando però il reato penale in quanto ‘prescritto’ nelle more del giudizio. Il Presidente dell’Ordine dei Medici di
Pistoia
dott. Egidio Bagnoni, raggiunto telefonicamente, ha invece così commentato la vicenda: “Noi abbiamo deciso provocatoriamente di assolvere all’unanimità
la
dott. sa Marazziti perché questo ‘cosiddetto’ danno che la Magistratura ha sanzionato è più che altro frutto di una montatura. Noi non possiamo e non
vogliamo valutare il lavoro dei giudici, perché ci limitiamo a difendere l’autonomia della classe medica ed a fare valutazioni di tipo etico: quel che
è certo è che la dottoressa Marazziti è un’esperta, e quella bambina aveva un grave problema di obesità e non rispondeva ad altre terapie. Quindi ben venga
il tentativo della dottoressa di cercare di risolvere il problema con un farmaco psicoattivo che la Marazziti stessa aveva già sperimentato ad alti
dosaggi nella sua clinica. Non aveva raccolto il consenso informato scritto? Pazienza, fatto sta che la famiglia era ben al corrente di cosa si stava facendo.
E se in sentenza si sostiene che la dottoressa aveva detto alla mamma di aumentare la dose nel corso di colloqui telefonici, senza visitare nuovamente
la bambina, sarà anche vero, ma fatto sta che è stata la mamma stessa a decidere di cambiare specialista: cosa sarebbe successo se avesse continuato a
seguire i consigli della dott. sa Marazziti portandola nuovamente in visita?”. Ha commentato il caso Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale del
comitato per la farmacovigilanza pediatrica “Giù le Mani dai Bambini®”: “Un classico caso di presa di posizione corporativa: questo medico è
colpevole
per la Magistratura, ma per l’Ordine dei Medici è come se non fosse successo nulla. Assolvono a loro dire ‘provocatoriamente’ l’
imputata,
ma questa
famiglia rovinata, questa bambina malata, invece di ‘provocazioni’ avrebbe forse avuto bisogno anche dall’Ordine del Medici di
definitiva giustizia”.
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Il Coordinatore operativo - Luca Yuri Toselli
Campagna Nazionale "GIU' LE MANI DAI BAMBINI"
Non ETICHETTARE tuo figlio, ASCOLTALO!
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IMPORTANTE
04/02/2009 - Caro sostenitore,
la discussione sul Progetto di Legge psicofarmaci & bambini sta volgendo al termine, in Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati.
E' di vitale importanza sostenere quei Parlamentari che si stanno dimostrando sensibili a questo tema: una volta approvata una legge, è difficilissimo cambiarla, e
questa è la ragione per cui dobbiamo fare pressione per ottenere norme equilibrate e basate sulla prudenza nell'uso di molecole psicoattive sui minori.
FIRMA ORA QUESTA PETIZIONE:
http://www.giulemanidaibambini.org/petizione.html
Non ti costa nulla, impiegherai meno di 30 secondi del tuo tempo, e per favore: GIRA QUESTA EMAIL alla Tua rubrica del computer, internet, o pubblicala sul tuo
blog... è un mezzo potente, sfruttiamo il passaparola, sommergiamo le istituzioni di petizioni, e facciamo sentire la nostra voce!
Grazie per il Tuo aiuto!
Il Coordinatore operativo - Luca Yuri Toselli
02/02/2009 - Cari amici e sostenitori,
Grazie alle numerose interrogazioni parlamentari sollecitate negli ultimi 2 anni alla Camera dei Deputati ed al Senato da ‘Giù le Mani dai Bambini’,
il Ministero Pubblica Istruzione prende posizione sull’Adhd, contro la somministrazione di test nelle scuole finalizzati all’etichettatura dei bambini
ed alle diagnosi facili e disinvolte di iperattività, e pronunciandosi anche criticamente sui corsi organizzati negli istituti scolastici per propagandare
l’Adhd e l’uso di psicofarmaci per bambini agitati e distratti.
Un’importante vittoria conseguita anche e soprattutto grazie al sostegno attivo di tutto Voi!
Leggete anche voi la circolare del Ministero, all'indirizzo:
http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera112.pdf
29/01/09
BAMBINI: PSICOFARMACI POTENZIALMENTE MORTALI,
DISCUSSIONE STAMATTINA ALLA CAMERA
Stamattina alla Camera dei Deputati, botta e risposta tra il Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio e l’Onorevole Mariella Bocciardo,
sull’Atomoxetina, lo psicofarmaco
per bambini che l’FDA ha dichiarato pericoloso perchè può causare collasso epatico.
Fazio: “sufficiente il monitoraggio attualmente previsto”. Bocciardo: “non basta,
intervenga l’Agenzia Europea del Farmaco”. Poma (Giù le Mani dai Bambini):
“questo psicofarmaco è pericoloso e va rimosso dal commercio senza ritardo”
ROMA – risposta a tempo record del Sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio all’interrogazione urgente di ieri degli On. Lucio Barani, Mariella
Bocciardo –
relatrice nazionale del Progetto di Legge sugli psicofarmaci ai bambini – ed altri, sulla pericolosità dell’Atomoxetina (nome commerciale Strattera), lo
psicofarmaco
somministrato in Italia ai bambini agitati e distratti, che secondo un warning della Food and Drug Administration USA pubblicato pochi giorni fa può causare danni
al fegato anche fatali.
L’interrogazione chiedeva al Ministro della Salute di verificare per quale motivo l’Agenzia Italiana del Farmaco non avesse ancora provveduto all’
emanazione
di una
“Doctors Letter” analoga a quella emessa dall’FDA, se non ritenesse opportuno l’inserimento di avvisi in grassetto su confezioni e foglii illustrativi,
e più in generale,
se non fossero opportune misure ancora più restrittive alla somministrazione di questo psicofarmaco. Il Sottosegretario alla Salute Fazio ha replicato in
Commissione Sanità Camera dei Deputati che “è in vigore da oltre un anno il piano di restrizioni e precauzioni sull’impiego di questo farmaco, attraverso l’
apposito
Registro nazionale, su cui vengono iscritti tutti i bambini in terapia con queste molecole”. E ha ricordato inoltre che “le modalità di procedura di ammissione al
commercio dei farmaci sono stabilite dalla normativa europea, senza discrezionalità alcuna per le Agenzie regolatorie Nazionali”.
Luca Poma (giornalista e Portavoce nazionale del Comitato di farmacovigilanza Giù le Mani dai Bambini) ha così commentato la parole del Sottosegretario:
“in poche parole il Ministero appare sereno: non vi è alcun problema a somministrare a un bambino di sei anni uno psicofarmaco potenzialmente mortale, come se il
semplice monitoraggio attualmente previsto dal Registro avesse un qualche misterioso influsso nel prevenire o scongiurare gli effetti collaterali di questa molecola.
Siamo allibiti da questa risposta: questo psicofarmaco è pericoloso e va rimosso dal commercio senza ritardo. Inoltre è falso sostenere che le agenzie nazionali
non hanno competenza: sono emerse nuove evidenze scientifiche, e l’Agenzia Italiana del Farmaco può presentare un’istanza all’Agenzia Europea affinchè
ovunque nel
continente l’uso di questo psicofarmaco sui bambini venga interdetto immediatamente”. L’On. Bocciardo in chiusura di seduta alla Camera ha rilanciato
chiedendo un
intervento dell’Agenzia Europea del Farmaco. La parlamentare infatti si dichiara “allarmata dalle notizie circa la pericoosità del farmaco”, ed ha ottenuto
che “tale
questione venga approfondita in sede europea, nel corso del prossimo incontro utile”.
Per media relations: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org
26/01/09
Bambini morti per psicofarmaco in uso anche in Italia, warning dell'FDA
Cari amici e sostenitori,in allegato il comunicato sui gravi danni epatici - anche mortali - che hanno interessato bambini americani.
Dal momento che questo psicofarmaco è in vendita anche in Italia
e viene correntemente somministrato ai bambini iperattivi, agitati e distratti, vi preghiamo gentilmente di voler fare tutto quanto possibile per evidenziare
la notizia e farla circolare.
COMUNICATO STAMPA DEL 26/01/09
STRATTERA®: GRAVI DANNI AL FEGATO IN USA, L’FDA LANCIA L’ALLARME.
La Food and Drug Administration ha emesso un “warning” per danni epatici potenzialmente mortali
a carico dello Strattera®, lo psicofarmaco che viene somministrato anche in Italia per gestire i bambini iperattivi, agitati e distratti,
ma l’Agenzia Italiana del Farmaco non ha ancora preso alcuna iniziativa. (Poma, Giù le Mani dai Bambini) “Non siamo affatto stupiti, abbiamo
evidenziato all’AIFA ed all’ISS la pericolosità dello Strattera molto tempo fa, ma hanno deciso di autorizzarlo comunque alla commercializzazione.
Si assumeranno tutte le responsabilità in caso di decesso di bambini italiani”. (Prof. Fava Vizziello, Neuropsichiatra Infantile UniPadova):
“Oltre ai problemi al fegato, vedo
bambini completamente appiattiti dallo psicofarmaco, totalmente disinteressati all'ambiente
e con lo sguardo vuoto: mai come oggi è necessaria questa campagna informativa
che spiega i rischi dell’uso di queste molecole sui bambini”
(Rockville, USA) - La Food and Drug Administration, dopo l’ennesimo report per gravi danni epatici – anche mortali - riportati da picoli pazienti trattati
con lo psicofarmaco atomoxetina (nome commerciale Strattera®), ha emesso una comunicazione urgente indirizzata a tutti i medici autorizzati all’esercizio
della professione negli Stati Uniti, sollecitandoli ad informare immediatamente le famiglie dei loro pazienti circa i rischi associati all’uso del medicinale
, con preghiera – avvisa l’FDA – “di contattare il proprio medico al primo sintomo di fatica, perdita di appetito, nausea, vomito, prurito,
urine scure,
ittero della pelle, gonfiori dell’area epatica o inspiegabili sintomi influenzali”. Lo Strattera® fu approvato il 26/11/2002 come psicofarmaco per trattare
i bambini iperattivi, distratti ed agitati. Dal 2002 al 2007, circa 3,3 milioni di pazienti hanno ricevuto prescrizioni di atomoxetina nei soli Stati Uniti,
e di essi circa 2,1 milioni (64%) erano minorenni. L’FDA nella sua comunicazione scrive che “mentre nella fase di pre-commercializzazione non erano stati
evidenziati segnali circa possibili danni gravi al fegato, i report successivi alla commercializzazione hanno identificato nell’atomoxetina un elemento
causante malattie epatiche, anche gravi ed a volte mortali”. A seguito di tali reports, nel 2004 è stata resa obbligatoria l’aggiunta di un avviso in
grassetto sui foglietti illustrativi di questo psicofarmaco, indicante i potenziali rischi di gravi danni al fegato. Nonostante queste misure precauzionali,
l’FDA dichiara di aver ricevuto “sei ulteriori report di gravi danni epatici in pazienti trattati con atomoxetina”. A seguito di ciò, i foglietti sono
stati ulteriormente rivisti in senso ancor più restrittivo nel 2007, ma le segnalazioni non cessano di pervenire. “Gli operatori della salute e i pazienti
– sostiene l’FDA - devono quindi essere messi in guardia dai gravi rischi epatici associati all’uso di atomoxetina e riferire immediatamente eventuali
casi al programma federale di controllo MedWatch”. Il fegato è il principale organo che metabolizza i farmaci, ed a volte questi possono causare danni
alle cellule epatiche: da aumenti di attività enzimatica nel sangue, ad un vero e proprio collasso dell’organo con conseguente necessità di trapianto.
“Questo tipo di danni possono portare anche al decesso – dichiara l’FDA - e questa è una delle ragioni principali per cui un farmaco viene rimosso dal
mercato”. “Non siamo purtroppo stupiti per ciò che sta accadendo il USA – ha dichiarato Luca Poma, giornalista e portavoce di Giù le Mani dai Bambini,
il più attivo Comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica – perchè il nostro primo avviso in Italia sulla pericolosità dello psicofarmaco
Strattera® è del dicembre 2005, e l’abbiamo ripetuto nel febbraio 2007, ma l’Istituto Superiore di Sanità li ha pressochè ignorati e l’Agenzia Italiana
del Farmaco ha deciso di autorizzare comunque al commercio questa molecola, che è pericolosa per i nostri bambini. Questi enti si assumeranno la piena
responsabilità per tali decisioni, nella denegata ipotesi in cui qualche piccolo paziente avrà problemi gravi con questo psicofarmaco: non potranno
dire che non sapevano”. Il Prof. Graziella Fava Vizziello, Primario, Neuropsichiatra Infantile e Professore Ordinario di Psicologia all’Università
di Padova, ha dichiarato al riguardo: “In questo ultimo periodo continuiamo a ricevere bambini in trattamento farmacologico, etichettati ‘Adhd’
in qualche centro specializzato. Con questi ‘miracolosi’ psicofarmaci in commercio, i genitori preferiscono far classificare il figlio come ADHD
piuttosto che affrontare situazioni complesse e mettersi davvero in gioco per risolverle. Spesso i genitori si rendono conto che i bambini stanno
soffrendo anche gravemente a causa del trattamento farmacologico, e li portano da noi con il sospetto che qualcosa non stia funzionando, ma non
decidono di far sospendere il farmaco per paura di perdere il controllo della situazione ed essere loro stessi reponsabili di conseguenze imprevedibili.
Oltre agli effetti dello Strattera sul fegato, ho visto bambini completamente appiattiti, totalmente disinteressati all'ambiente, con lo sguardo
vuoto ed ‘immobilizzati’ dal farmaco, più che calmati. Mai come oggi è necessaria questa campagna informativa, che illustra i rischi dell’uso di
questi psicofarmaci sui bambini”.
Per media relations: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org
Il “warning” della Food and Drug Administration è attualmente consultabile in lingua inglese alla URL
http://www.fda.gov/cder/dsn/2009_v2_no1/postmarketing.htm#atomoxetine
Il Coordinatore operativo - Luca Yuri Toselli
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08/12/08
Antidepressivi a bambini di UN ANNO, la denuncia
Egregi amici e sostenitori,
in allegato il comunicato con le dichiarazioni sulla
polemica sollevata dai giornalisti del "The
Australian", sui dati mai resi pubblici dal
Ministero della Salute che provano la
somministrazione di potenti antidepressivi a bambini
anche di meno di 1 anno di età.
In considerazione della gravità
della notizia, un grazie a chi di Voi si attiverà
per ritrasmettere il messaggio ad amici, conoscenti,
e colleghi, sensibilizzandoli sull'accaduto.
COMUNICATO STAMPA DEL 08/12/08
Antidepressivi a bambini di meno di un anno
In Australia cresce l’allarme: più di
quattromila “depressi” hanno meno di 10 anni, ed
oltre cinquecento hanno meno di 5 anni. “Prescizioni
inquietanti”, dichiara il portavoce del
Royal Australian College of Physicians.
Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Questi psicofarmaci
non sono autorizzati per l’età pediatrica, a questi
medici dovrebbe essere interdetta la professione
Il problema è che gli USA, il Canada e l’Australia dettano la
linea internazionale in materia”.
Prof. Costa (Policlinico Umberto I°): “Stanno avvelenando
i bambini, modificandogli in modo irreversibile il
sistema nervoso, questi colleghi sono incoscienti e
pericolosi
Camberra – “
Antidepressivi
ad almeno 4.000 bambini australiani sotto i dieci
anni”, denuncia il portale della responsabilità
sociale “RSI”. In Australia, nell'ultimo anno, sono
stati prescritti antidepressivi a migliaia di bimbi
al di sotto dei dieci anni
, tra cui 553 sotto i
cinque anni, e 48 con meno di un anno d'età. La
notizia è stata pubblicata dal quotidiano “The
Australian”, sulla base di statistiche del
Dipartimento della Salute mai rese note prima di
oggi. I numeri sono in realtà maggiori, perché i
dati riguardano solo le prescrizioni a soggetti che
godono di forme di rimborso da parte del servizio
sanitario nazionale. Ma quali possono essere le
circostanze che inducono a prescrivere questi
farmaci a bambini così piccoli?
"Nessuna che mi
venga in mente", risponde il portavoce del Royal
Australian College of Physicians, che vorrebbe
sapere chi e perché fa queste prescrizioni, che
giudica
“inquietanti e inspiegabili”. Un
medico esperto di stati depressivi, Gordon Parker,
afferma
che “questi numeri sono al di là della
mia comprensione, è necessario che il
Governo imponga ai medici l’obbligo di fornire una
giustificazione scritta quando prescrivono questi
psicofarmaci a dei bambini, perché i
piccoli pazienti vengono esposti a gravi rischi come
la tendenza al suicidio, mentre l'efficacia di
queste molecole non è dimostrata”. L'Adverse
Drug Reactions Advisory Committee mette in guardia i
medici dal prescrivere gli antidepressivi inibitori
della ricaptazione della serotonina (SSRI
),
nessuno dei quali è autorizzato per la cura della
depressione in pazienti al di sotto dei 18 anni.
Queste informazioni sono riportate anche nei
foglietti delle avvertenze dei singoli medicinali,
ma la prescrizione avviene comunque, perché i medici
in realtà possono prescrivere i farmaci anche per
indicazioni terapeutiche e fasce d'età diverse da
quelle contenute nell'autorizzazione alla messa in
commercio.
L'antidepressivo più prescritto
nell'ultimo anno ai minori australiani è il Prozac,
prodotto da Eli Lilly, con 7.833 ricette, 863 delle
quali riguardanti bambini al di sotto dei dieci
anni. Molto gettonato anche l'Effexor XR, prodotto
da Wyeth, che registra 3.347 prescrizioni a ragazzi
e bambini, otto dei quali avevano meno di un anno,
diciannove avevano tra i due e i tre anni, e
quindici avevano cinque anni. Commenta il Prof.
Emilia Costa (Primario di Psicofarmacologia
al Policlinico Umberto I° di Roma): “
La prima
cosa che mi viene in mente per commentare questa
notizia è che pratiche di questo genere
sono inaudite: stanno avvelenando bambini così
piccoli, perché qualunque clinico si sa benissimo
che nei primi anni di vita l’apporto di sostanze
psicoattive modifica l’assetto del sistema nervoso
centrale, in modo anche irreversibile. Questi medici
sono incoscienti e pericolosi” Interviene
sulla situazione australiana anche Luca Poma,
giornalista e portavoce nazionale di “Giù le Mani
dai Bambini”, il più rappresentativo comitato
italiano per la farmacovigilanza pediatrica (
www.giulemanidaibambini.org):
“
Il problema è che Stati Uniti, Canada ed
Australia dettano la linea internazionale
in materia. Spero che il Governo
australiano prenda provvedimenti seri:
questi psicofarmaci non sono autorizzati per l’età
pediatrica, ma qualcuno li prescrive comunque
ignorando ogni cautela. A questi medici dovrebbe
essere interdetta la professione”.
Media relation: 337/415305 –
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